Usufrutto: caratteristiche e durata

Sappiamo che l’usufrutto è un diritto reale di godimento disciplinato dagli articoli 978 e seguenti del codice civile e che assicura a un soggetto chiamato “usufruttuario” il diritto di usufruire e di godere di un bene altrui.

Approfondiamo l’argomento dell’usufrutto, trattato in altro articolo, concentrando l’attenzione sulla costituzione e la durata dello stesso.

L’usufrutto può realizzarsi con diversi criteri.

Infatti l’articolo 978 c.c. sopra citato sancisce che l’usufrutto è stabilito dalla legge o dalla volontà dell’uomo e può anche acquistarsi per usucapione.

Il diritto di usufrutto può trovare allora la sua fonte in:

  • un contratto: le parti si mettono d’accordo sulle modalità e sui termini di costituzione dell’usufrutto;
  • un atto di ultima volontà. Vi rientra l’ipotesi del testamento: è questa la più antica e diffusa maniera di costituzione dell’usufrutto e può riguardare sia un singolo bene, sia l’intero patrimonio oggetto del testamento;
  • un negozio unilaterale tra vivi (esempio, promessa al pubblico);
  • usucapione: il possesso del bene ha luogo ininterrottamente e parallelamente all’esercizio del diritto di usufrutto;
  • una sentenza, anche se non è previsto nell’articolo 978 c.c.
  • nella legge: in tal caso si parla di usufrutto legale e segue una disciplina particolare.

Usufrutto legale

Con riferimento a quest’ultimo punto, potremmo richiamare l’art. 324 c.c. che lo sancisce e chiarire che ad esso si applica in quanto compatibile la disciplina ordinaria.

L’usufrutto legale è  previsto nell’interesse complessivo della famiglia e a beneficio dei genitori rispetto ai beni del figlio minorenne.

In altre parole non è riconosciuto a tutela dell’interesse personale dei genitori bensì allo scopo di garantire l’istruzione e l’educazione della prole e di far fronte alle necessità della famiglia intesa nel suo complesso.

Tale tutela sta alla base dell’inalienabilità e del divieto di esecuzione sui beni che ne fanno parte.

E’ un diritto reale di godimento che ha come contenuto tutti i beni appartenenti al patrimonio del minore o che vi entrano successivamente.

Quindi i genitori esercenti la responsabilità genitoriale hanno in comune l’usufrutto dei beni del figlio, fino alla maggiore età o all’emancipazione. La norma in commento stabilisce espressamente che i frutti percepiti sono destinati al mantenimento della famiglia e all’istruzione ed educazione dei figli.

Non sono soggetti ad usufrutto legale:

1) beni acquistati dal figlio con i proventi del proprio lavoro;

2 ) i beni lasciati o donati al figlio per intraprendere una carriera, un’arte o una professione;

3) i beni lasciati o donati con la condizione che i genitori esercenti la responsabilità genitoriale o uno di essi non ne abbiano l’usufrutto: la condizione però non ha effetto per i beni spettanti al figlio a titolo di legittima;

4) i beni pervenuti al figlio per eredità, legato o donazione e accettati nell’interesse del figlio contro la volontà dei genitori esercenti la responsabilità genitoriale. Se uno solo di essi era favorevole all’accettazione, l’usufrutto legale spetta esclusivamente a lui.”

Estinzione dell’usufrutto

Il diritto, oltre che per “scadenza” del termine previsto per la durata del contratto di usufrutto, si estingue per varie ipotesi disciplinate:

  • prescrizione in conseguenza del non uso per 20 anni (art. 1014);
  • riunione dell’usufrutto e della proprietà nella stessa persona (art. 1014 c.c);
  • perimento totale della cosa su cui è costituito il diritto (art. 1014 c.c);
  • abuso che l’usufruttuario fa del suo diritto, alienando i beni o deteriorandoli, o lasciandoli perire per mancanza di riparazioni ordinari ( art. 1015 c.);
  • rinuncia del titolare del diritto;
  • la sentenza che pronuncia la nullità, l’annullamento, l’invalidità del titolo costitutivo, la rescissione o la revoca.

L’estinzione dell’usufrutto avviene in ogni caso con la morte dell’usufruttuario per cui, il nudo proprietario torna ad essere “proprietario pieno” e può godere pienamente del bene.

Infatti nell’articolo 979 c.c. è stabilito che la durata dell’usufrutto non può eccedere la vita dell’usufruttuario.

Inoltre l’usufrutto costituito a favore di una persona giuridica non può durare più di trent’anni.

I diritti dell’usufruttuario

L’usufruttuario, così come anche il nudo proprietario, ha diritti e obblighi durante tutta la durata dell’usufrutto.

Innanzitutto analizziamo i diritti dell’usufruttuario

Costui ha il diritto di prendere possesso della cosa per amministrarla e godere dei propri “frutti”, senza che il nudo proprietario possa intervenire o collaborare.

Per frutti si intendono sia i frutti civili che quelli naturali prodotti dal bene: un esempio di frutto civile può essere il canone di locazione e quindi la possibile rendita usufruita dall’usufruttuario.

Mentre per frutti naturali si può fare riferimento, ad esempio, al godimento dei prodotti agricoli come frutta e ortaggi, acquisiti dal terreno agricolo oggetto di usufrutto.

L’usufruttuario ha anche il diritto di poter affittare il bene ad un altro soggetto durante la durata dell’usufrutto, cioè può cedere il proprio diritto per un certo tempo o per tutta la sua durata, se ciò non è vietato dal titolo costitutivo.

Ovviamente la cessione deve essere notificata al proprietario; finché non sia stata notificata, l’usufruttuario è solidalmente obbligato con il cessionario verso il proprietario.

Al momento della restituzione della cosa, l’usufruttuario qualora abbia apportato delle modifiche migliorative al bene ossia abbia eseguito addizioni al bene, avrà diritto di toglierle qualora ciò possa avvenire senza danno della cosa.

Altrimenti,  se  il  proprietario preferisce trattenere le addizioni stesse, l’usufruttuario ha diritto ad una indennità da parte del nudo proprietario.

Ciò ha lo scopo di scongiurare un ingiusto arricchimento del proprietario a spese dell’usufruttuario.

L’indennità deve essere corrisposta nella minor somma tra l’importo della spesa e l’aumento di valore conseguito dalla cosa per effetto dei miglioramenti.

Obblighi dell’usufruttuario

Analizziamo adesso invece gli obblighi dell’usufruttuario.

In primo luogo, a lui è fatto divieto di modificare la destinazione economica del bene come compiere lavori sul bene.

A titolo esemplificativo, non può trasformare un giardino in un frutteto, e viceversa.

Durante la durata dell’usufrutto, l’usufruttuario deve assolvere a tutte le spese inerenti il bene: tutte le tasse, tributi e canoni relativi alla tutela e all’utilizzo del bene sono a suo carico.

A questo proposito l’art. 1005 del codice fa un distinguo fra le spese ordinarie e quelle straordinarie.

Riguardo alle spese ordinarie queste sono a carico dell’usufruttuario mentre quelle straordinarie sono imposte al nudo proprietario.

Difatti sono a carico dell’usufruttuario le spese e in genere gli oneri relativi alla custodia, amministrazione e manutenzione ordinaria della cosa.

Le spese straordinarie sono tutte quelle che hanno un costo sproporzionato rispetto al valore del guadagno usufrutto e quelle che non rientrano nella regolare manutenzione del bene (spese non ricorrenti).

Nella norma che disciplina le riparazioni straordinarie si precisa che sono quelle necessarie ad assicurare la stabilità dei muri maestri e delle volte o la sostituzione delle travi. Ancora possono riguardare il rinnovamento per intero o per una parte notevole, di tetti, solai, scale, argini, acquedotti, muri di sostegno o di cinta.

Un importante obbligo a carico dell’usufruttuario è l’obbligo di restituzione.

Invero l’usufruttuario deve restituire le cose che formano oggetto del suo diritto, al termine dell’usufrutto, salvo il caso di usufrutto comprendente cose consumabili.

A tale obbligo di restituzione della cosa è funzionalmente collegato anche l’obbligo di inventario e garanzia.

Infine ricordiamo la misura della diligenza.

Difatti, nel godimento della cosa il titolare del diritto deve usare la diligenza del buon padre di famiglia.

La diligenza del buon padre di famiglia va valutata con riguardo alla natura dell’attività esercitata dall’usufruttuario.

Loredana Blanco
Loredana Blanco
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