Il contratto di lavoro

Nel diritto del lavoro italiano il contratto di lavoro è un tipo di contratto a prestazioni corrispettive.

E’ un contratto che viene stipulato tra il datore di lavoro e il lavoratore per costituire un rapporto di lavoro subordinato.

Il datore può essere una persona fisica, giuridica o un ente dotato di soggettività mentre il lavoratore è una persona fisica.

 In tale rapporto di lavoro subordinato il datore è obbligato a corrispondere al lavoratore una retribuzione stabilita a tempo o a cottimo, oltre che una quota di contributi previdenziali.

In assenza di regolare contratto di lavoro registrato tra le parti si parla di lavoro nero.

L’altra parte del rapporto di lavoro, il lavoratore, invece è tenuta a rendere una prestazione lavorativa subordinata in favore del datore.

In generale possiamo dire che il contratto di lavoro è un accordo formale tra un datore di lavoro e un dipendente che definisce i termini e le condizioni dell’occupazione.

Questo documento stabilisce i diritti e i doveri sia del datore di lavoro che del dipendente, fornendo una base legale per il rapporto di lavoro.

Gli elementi principali di un contratto di lavoro

Di seguito sono elencati alcuni elementi comuni che sono solitamente inclusi in un contratto di lavoro:

  • Identificazione delle parti: il contratto dovrebbe indicare le informazioni personali del datore di lavoro e del dipendente, inclusi i nomi, gli indirizzi e i recapiti.
  • Mansioni e responsabilità: il contratto dovrebbe specificare le mansioni e le responsabilità del dipendente all’interno dell’organizzazione. Questo può includere descrizioni dettagliate del ruolo, delle competenze richieste e delle aspettative di lavoro.
  • Retribuzione: il contratto dovrebbe stabilire la retribuzione del dipendente, inclusi il salario base, gli eventuali bonus, le commissioni o altri benefici monetari. Inoltre, dovrebbe essere chiarito come e quando verrà effettuato il pagamento.
  • Orario di lavoro: il contratto dovrebbe indicare l’orario di lavoro previsto, inclusi gli eventuali turni, le pause e i giorni di riposo. Inoltre, dovrebbero essere specificate le modalità di registrazione delle presenze e delle assenze.
  • Durata del contratto: il contratto può essere a tempo determinato o indeterminato. Nel caso di un contratto a tempo determinato, dovrebbe essere indicata la data di inizio e di fine dell’occupazione. Nel caso di un contratto a tempo indeterminato, dovrebbero essere specificati i termini di preavviso per la risoluzione del contratto.
  • Ferie e congedi: il contratto dovrebbe stabilire il numero di giorni di ferie annuali a cui il dipendente ha diritto e le procedure per richiedere e pianificare le ferie. Inoltre, dovrebbero essere indicati i diritti del dipendente riguardo ai congedi retribuiti o non retribuiti, come i congedi per malattia o i congedi parentali.

Altri elementi  del contratto di lavoro

Fatta eccezione per le clausole obbligatorie previste dalla legge, il contratto di lavoro può includere ulteriori disposizioni che regolano specifiche condizioni di lavoro o vantaggi aggiuntivi per il lavoratore.

Tuttavia, queste clausole devono sempre rispettare le norme di legge e non possono ledere i diritti fondamentali del lavoratore.

In caso di violazione delle disposizioni contrattuali da parte di una delle parti, è possibile intraprendere azioni legali per far valere i propri diritti.

Il diritto del lavoro prevede diversi meccanismi di tutela dei lavoratori per risolvere le controversie lavorative.

Peraltro, a volte nel contratto, oltre agli elementi elencati nel precedente paragrafo, possono esser inseriti altri elementi.

In particolare è possibile mettere alcune clausole speciali.

Infatti a seconda della natura del lavoro e delle politiche aziendali, il contratto potrebbe includere altre clausole speciali, come restrizioni alla concorrenza, clausole di non divulgazione o obblighi di rispetto di norme etiche o regolamenti interni.

Peraltro alcune clausole particolari si inseriscono con riferimento alla riservatezza e alla proprietà intellettuale.

Difatti se il lavoro del dipendente coinvolge informazioni riservate o sviluppo di proprietà intellettuale, il contratto dovrebbe contenere clausole di riservatezza e regolamentare i diritti di proprietà intellettuale sui risultati del lavoro svolto.

Con riguardo alla retribuzione, ricordiamo che il lavoratore ha diritto alla retribuzione prevista dal contratto di categoria.

Al momento dell’interruzione gli deve essere corrisposto il trattamento di fine rapporto (liquidazione), le ferie e la relativa percentuale di tredicesima.

Al lavoratore devono essere assegnate mansioni, compiti e attività per le quali è stato assunto. 

Inoltre è importante notare che i contratti di lavoro possono variare in base alle leggi e alle normative locali.

La durata del contratto di lavoro: tempo determinato e tempo indeterminato

Nel diritto del lavoro, il contratto di lavoro può essere stipulato sia per tempo indeterminato che per tempo determinato.

La differenza essenziale tra i due tipi di contratto consiste nella durata degli stessi: uno non ha termine di scadenza mentre l’altro è fissata in anticipo la durata con indicazione del termine di conclusione dello stesso.

Scendiamo brevemente nel dettaglio delle due tipologie.

Il contratto a tempo indeterminato è caratterizzato dalla mancanza di una scadenza prestabilita e conferisce al lavoratore una maggiore stabilità occupazionale.

Possiamo affermare che il contratto di lavoro a tempo indeterminato regola il tradizionale rapporto di lavoro e non avendo scadenze conferisce maggiori tutele al lavoratore.

Anche la riforma Fornero (L.92/2012), che ha introdotto numerose modifiche in tema di occupabilità e mercato del lavoro, ha  ribadito che esso costituisce la forma comune di rapporto di lavoro.

Bisogna considerare che la maggior parte dei contratti di lavoro prevede un periodo di prova.

La durata di essa è fissata dai CCNL (Contratti collettivi nazionali di lavoro) e non può essere superiore ai 6 mesi.

Il periodo di prova deve risultare da un atto scritto, firmato dal lavoratore al momento dell’assunzione.

Infatti ove il periodo di prova fosse stipulato verbalmente lo stesso sareebbe nullo e il lavoratore potrebbe considerarsi assunto definitivamente.

Durante il periodo di prova, sia il lavoratore che il datore di lavoro sono liberi di interrompere il rapporto di lavoro.

Superato il suddetto periodo di prova il lavoratore si ritiene assunto a tempo indeterminato.

Al contrario, il contratto a tempo determinato ha una durata predeterminata e può essere utilizzato per soddisfare esigenze temporanee dell’azienda.

Caratteristiche e limiti del contratto di lavoro a tempo determinato

Come accennato poc’anzi, il contratto a tempo determinato è un contratto di lavoro subordinato nel quale è prevista unadurata predeterminata, mediante l’apposizione di un termine.

La sua disciplina è contenuta nel Decreto legislativo n. 81/2015 (artt. 19-29).

Dato che la forma ordinaria del rapporto di lavoro subordinato resta il contratto a tempo indeterminato, allora l’apposizione di un termine, sebbene consentita, è subordinata al rispetto di determinate condizioni.

Innanzitutto per poter esser valida l’apposizione del termine deve risultare da atto scritto.

In caso contrario si considera priva di effetto, eccezion fatta per i rapporti di lavoro con durata non superiore a 12 giorni.

Un’altra condizione prevista è la durata massima di questo tipo di contratto.

In realtà si sono succedute alcune normative, in particolare la Legge n. 96/ 2018, ma indichiamo sommariamente le parti salienti.

Attualmente la durata massima del contratto a tempo determinato è fissata in 12 mesi, con possibilità di estensione a 24 mesi, ma solo in presenza di almeno una delle seguenti condizioni (art. 19):

  • esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività;
  • esigenze di sostituzione di altri lavoratori;
  • esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria.

Quindi, il contratto a termine non può avere una durata superiore a 24 mesi, comprensiva di proroghe o per successione di più contratti.

Son fatte salve le previsioni diverse dei contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Loredana Blanco
Loredana Blanco
Articoli: 36

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *